Piramide occulta individuata in Perù
Una tecnica innovativa di remote sensing, messa a punto da ricercatori del Cnr di Potenza, ha permesso di rilevare, sul territorio peruviano, anomalie riferibili ad una piramide sepolta a Cahuachi, culla della civiltà Nasca. I dettagli della ricerca saranno presentati nel corso di un convegno internazionale presso la sede centrale del Cnr a Roma
“Cahuachi, situato nel bacino del Rio Grande, sulla costa meridionale del Perù, è noto per essere stato il maggior centro cerimoniale della civiltà Nasca che fiorì tra il I sec. a.C. ed il V sec. d.C.”, dice Rosa Lasaponara. “Come si ricava dai dati archeologici, dopo un terremoto di inaudita violenza e devastanti eventi alluvionali, quel che restava dell’antica capitale teocratica Nasca venne sotterrato dai suoi stessi abitanti, ricoperta con le sue macerie, con milioni di tonnellate di materiale con cui era stata costruita”.
I risultati della ricerca, svolta in collaborazione con Giuseppe Orefici del Centro de estudios arqueológicos precolombinos di Nasca, saranno presentati nel corso del I Workshop internazionale EARSeL ‘Advances in remote sensing for archaeology and cultural heritage management’, che si terrà dal 30 settembre al 4 ottobre presso la sede centrale del Cnr a Roma.
“Le anomalie di interesse archeologico sono state individuate su un’area coltivata, poco indagata, attraversata dal Rio Nasca e posta a circa
“Le tracce così individuate hanno evidenziato la presenza di 4 livelli di terrazzamento di una struttura piramidale asimmetrica, sul tipo di un’altra già riportata alla luce a Cahuachi,di dimensioni alla base di circa 90 x
Nel corso della conferenza saranno presentati anche i risultati di prospezioni archeologiche, sempre con tecniche di telerilevamento integrate alla geofisica, nell’area di Piazza d’Armi, sede dell’antica Acropoli presso Veio (Rm). “Grazie all’integrazione di tre tecniche di investigazione geofisica abbiamo raccolto un set di informazioni dettagliate circa la posizione, l’estensione, la profondità e lo spessore di corpi anomali, in questo caso resti di strutture archeologiche, altrimenti non identificabili con i metodi tradizionali”, dice Salvatore Piro, dell’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc) del Cnr di Montelibretti (Rm). “In questo modo siamo riusciti ad individuare nella Piazza d’Armi, attualmente ricoperta da materiale di matrice tufacea disgregata e da humus, ulteriori tracce riferite all’antico insediamento urbano, riferibili ad un arco temporale dal IX al VII sec. a.C.”. Il convegno, organizzato dall’Ibam-Cnr e dall’Imaa-Cnr, con il patrocinio dell'Unesco e del Ministero per i beni e le attività culturali e con il supporto di Esa, Asi, Belspo, e Geocart srl, vedrà la partecipazione di ricercatori provenienti da tutto il mondo tra cui Tom Farr e Richard Blom della Nasa che presenteranno due lavori inerenti l’applicazione di telerilevamento satellitare per lo studio del paleoambiente ed il paleoclima del Sahara.
Info: tel.
domenica 28 settembre ore 21.00
nell'ambito del Festival TeatroDanzaSalaUno
Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma
ingresso 5 euro + 2 tessera
PROMOZIONE "ARRIVA E VINCI"
Per celebrare il quindicesimo anno
Sul Regolamento le specifiche.
Per ulteriori informazioni contattare l'ufficio iscrizioni: info@maratonadiroma.it
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Intercultura, borse di studio per studenti di scuole superiori. Scadenza il 10 novembre |
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Circa seicento borse di studio sono state bandite da Intercultura Onlus per studenti delle scuole superiori per la partecipazione ad un programma di scambio interculturale all’estero a partire dall’estate 2009. Scadenza 10 novembre 2008. |
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Le borse di studio messe a disposizione dall’Associazione Intercultura sono 345 mentre altre 250 borse sono sponsorizzate da aziende, enti, e banche italiane e sono distribuite secondo la tabella allegata.
NB: Il numero di posti indicato in tabella rappresenta il numero minimo garantito al momento della pubblicazione del bando; è possibile che durante l'anno vengano aggiunti ulteriori posti a disposizione, in funzione degli accordi con i Paesi ospitanti.
Per visionare il Bando: http://www.intercultura.it/Bando-di-concorso-2008-2009/ ( on La tecnica della scuola )
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OGGI - Sergio Cammariere
... piacerebbe credere potesse bastare un abbraccio per vivere... e non essere al mondo indifferente
Quando si è esclusi la temperatura percepita si abbassa. Lo indica uno studio su Psycholgical Science. Una persona “gelida” potrebbe davvero darci una sensazione di freddo. Le metafore che usiamo tutti i giorni per riferirci a individui poco socievoli, infatti, sarebbero più reali di quanto pensiamo. Almeno questa è l’idea di Chen-Bo Zhong and Geoffrey Leonardelli, psicologi della Rotman School of Management dell’Università di Toronto. In uno studio pubblicato su "Psychological Science", i due ricercatori ipotizzano un legame molto stretto tra la percezione della temperatura e lo stato psicologico: vivere socialmente isolati o in un ambiente non accogliente, provocherebbe una sensazione, anche fisica, di freddezza. (continua on GALILEO)
EISCO 2008 - 7ª Conferenza Europea sulla Società dell’Informazione
EISCO 2008 si terrà dal 25 al 27 di Settembre a Napoli in uno storico castello, Castel dell'Ovo, situato in una splendida insenatura vicina al porto con una incantevole vista sulla città e i suoi siti storici.
EISCO 2008 valuterà i progressi raggiunti dall'ADL in Europa, il suo contributo all'innovazione, alla governance e all'eInclusion, mediante le reti digitali e gli strumenti di comunicazione. Lo scopo della conferenza è mettere in luce le buone pratiche legate a reti locali ed alla cooperazione interregionali per far progredire l'Agenda Digitale Locale. Partnership innovative sul territorio possono dare uno stimolo alla domanda di servizi digitali, così come favorire la loro erogazione attraverso un singolo punto di accesso.
L'ADL richiama, inoltre, il bisogno di strategie sostenibili per affrontare il deficit infrastrutturale ed assicurare un uso adeguato dell'ICT. La conferenza prenderà in esame il tema dei servizi infrastrutturali che sono ritenute essenziali per consentire alle amministrazioni locali di funzionare come sistemi integrati di eGovernment, senza lasciare nessuno indietro. Allo stesso modo, studierà come avviare delle politiche inclusive a livello regionale che svolgano una funzione di lancio e supporto per la collaborazione fra loro e per la costituzione di una comunità di esperti.
EISCO 2008 trarrà le sue conclusioni attraverso l'analisi delle ePractices di tutta Europa presentate durante la conferenza. A Napoli, sarà approvato un pacchetto di raccomandazioni finalizzate al rafforzamento del processo di Agenda Digitale Locale ed il coinvolgimento del maggior numero possibile di governi locali e regionali.Quest'anno la conferenza si terrà in Italia, un paese conosciuto per la sua capacita di fare rete a livello locale e che ha inoltre, investito importanti risorse umane e finanziarie nella Società dell'Informazione e nell'eGovernment. Il Governo Italiano, le Regioni e le rappresentanze degli 8.100 governi locali, hanno sottoscritto un patto di solidarietà nel quale ogni partner ha gli stessi diritti. Lo scopo è ambizioso: costruire un sistema di eGovernment Nazionale che individua nel livello locale e nei suoi bisogni il punto di partenza. L'Agenda Digitale Locale è diventata lo strumento strategico a tale fine delle associazioni di Governi locali e regionali.
EISCO 2008 è organizzata dalla rete Europea ELANET (CEMR) con il supporto del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CEMR-CCRE), insieme alla Città di Napoli è con il sostegno della Regione Campania e della Provincia di Napoli. Come nelle due passate edizioni, EISCO 2008 viene organizzata con l'attiva collaborazione di altre quattro importanti reti Europee che rappresentano governi locali e regionali: eris@, EUROCITIES Knowledge Society Forum, e-FORUM ed IT4ALL. Forma parte del Comitato Organizzativo anche il Governo Italiano (Ministero dell'Innovazione, Ministero degli Affari Regionali e Amministrazioni Locali e Ministero della Comunicazione).
VARIAZIONI ANTROPOLOGICO-CULTURALI SUL BOLERO DI RAVEL
STREPITOSO!!!!
Nel 1927 la celebre ballerina Ida Rubinstein, futura interprete di La Valse, poema coreografico rappresentato all'Opéra di Parigi il 23 maggio 1929, chiese a Ravel di comporre per lei un balletto di ambiente spagnolo. In quel momento il musicista attraversava un periodo particolarmente ricco di impegni, culminante in una lunga tournée concertistica, iniziata sul finire dell'anno, nelle principali città del Nord America e del Canada. Rientrato in Francia nei primi di maggio, non aveva ancora iniziato a scrivere la musica del balletto che avrebbe dovuto consegnare alla Rubinstein - ballerina di medio valore ma attrice di grandi meriti, nonché donna di straordinario fascino - per la fine dell'estate. Il tempo per comporre un'opera nuova scarseggiava, per cui Ravel si accinse, in un primo momento, a strumentare alcune pagine pianistiche da Iberia di Albeniz. Appreso però, qualche settimana dopo, che i diritti per la trasformazione in balletto del brano erano già stati venduti dagli eredi di Albeniz, morto nel 1909, decise di orchestrare una musica sua piuttosto che quella di un altro. Scelse così un bolero, attratto dall'ossessività ritmica e dalla semplicità melodica di questa nota danza spagnola che, nata nel '700, si era rapidamente diffusa in Europa, destando l'interesse, fra gli altri, di Beethoven, Weber, Chopin, Berlioz, Auber e Verdi. La danza e la Spagna, quindi, dopo la Rhapsodie Espagnole (1907), L'Heure Espagnole (1911) e Alborada del Gracioso (1923), si ritrovavano ancora una volta insieme in Ravel, a testimonianza di un ininterrotto interesse del compositore nei confronti del folclore musicale iberico.
Il Bolero andò in scena all'Opéra di Parigi il 22 novembre 1928, con Walter Straram sul podio e coreografie di Bronislava Nijinska, ottenendo, fin dalla sua prima rappresentazione, un clamoroso successo in virtù della sconcertante e provocatoria originalità sia della musica sia dell'invenzione coreografica: una donna danza su un tavolo, attorniata da un gruppo di uomini che gradualmente le si avvicinano in una sorta di ballo rituale carico di spiccato erotismo (successivamente se ne sono avute altre letture, anche molto diverse fra loro: si citano quella di Maurice Béjart, che attribuì la parte principale ad un danzatore, e quella "metafisica" di Aurél Milloss, nella quale un demone s'impossessa di un gruppo di avventori presenti in una sordida taverna). Il brano, quindi, fu eseguito sotto la direzione dell'autore ai Concerts Lamoureux (una delle più prestigiose istituzioni concertistiche parigine) l'11 gennaio 1930 senza perdere nulla del suo fascino misterioso, imponendosi immediatamente come una delle pagine più fortunate della letteratura orchestrale del XX secolo.
Secondo la descrizione che lo stesso Ravel dà del pezzo nello Schizzo Autobiografico, il Bolero "è una danza di movimento molto moderato e costantemente uniforme, tanto per la melodia e l'armonia che per il ritmo. Il solo elemento di diversificazione è costituito dal crescendo dell'orchestra". Più ancora che per tutti gli altri brani musicali, è nell'idea in sé - per certi aspetti assurda e provocatoria - che risiede l'intero valore artistico del Bolero; idea tanto semplice quanto impossibile da trasformare in musica se non fosse stato per il genio timbrico di Ravel, l'unico in grado di porsi e di vincere una tale sfida con se stesso.
Un unico tema suddiviso in due frasi distinte di 16 battute ciascuna - l'una in DO maggiore, l'altra nel più morbido DO minore - ed un unico ritmo di bolero in tempo assai moderato sono i soli elementi sui quali l'autore costruisce la sua celebre danza, la cui allucinante fissità è ribadita sul piano armonico dalla mancanza pressoché totale di modulazioni (i bassi si limitano a due sole note, DO e SOL, gradi principali della scala di DO). La partitura prende via via vita, definendosi nel contempo nella sua stessa forma musicale, nel lento ma graduale crescendo dinamico e nel costante arricchimento della "tavolozza" orchestrale che si distribuisce ora sul motivo conduttore - ripetuto 18 volte - ora sugli assetti ritmici. Il tema, presentato in pianissimo dal flauto solo sull'accompagnamento del tamburo, viene ripreso prima da singoli strumenti (clarinetto, fagotto, clarinetto piccolo e corno inglese) poi da gruppi strumentali dagli impasti timbrici sempre più complessi e raffinati, fino a coinvolgere l'intera compagine orchestrale. Una sferzante ed inaspettata modulazione alla tonalità di MI maggiore (assai lontana a quella di DO) segna il culmine della tensione emotiva determinata dall'inesorabile e meccanica amplificazione della materia sonora. L'escursione armonica è però di breve durata: il DO maggiore iniziale riappare dopo solo otto battute, in un roboante finale segnato dagli orgiastici glissandi dei tromboni.
Uno degli aspetti che maggiormente colpisce del Bolero di Ravel, ed ancora stupisce a quasi ottant'anni dalla sua prima rappresentazione, è la forza del coinvolgimento emotivo - quasi fisicamente tangibile - che esso suscita nello spettatore, contrapposto all'estrema semplicità dei mezzi musicali impiegati. Ma è proprio nella deliberata "nudità" di quegli elementi e nel calcolato rigore, concepito quasi in termini matematici, con cui essi sono relazionati tra loro che si origina quella forza; la quale, a sua volta, trasforma quei mezzi musicali in ben calibrati ingranaggi di un fascinoso meccanismo incantatorio, in cui il caleidoscopico gioco dei timbri strumentali non fa altro che accrescerne la seduzione.