Epicuracanto

sogni, idee, viaggi e ricerche di una filosofa-cantante
martedì, 02 dicembre 2008

Questione di cultura ...?!

La disuguaglianza di genere? È una questione di cultura. Ma i programmi di sviluppo continuano a ignorare il ruolo che il sistema dei valori ha in certe pratiche che violano i diritti umani. Motivo per cui gli sforzi internazionali non producono i risultati sperati. È questo il messaggio che viene dal rapporto sullo Stato della popolazione nel mondo “Punti di convergenza: cultura, genere e diritti umani” dell’Unfpa (United Nations Population Fund), presentato oggi da Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) che ne cura la versione italiana. Secondo il rapporto infatti, a peggiorare lo stato di salute delle donne nel Sud del mondo sono spesso fattori culturali, come la percezione di un minor valore del sesso femminile che limita l'accesso all'istruzione, all'informazione, ai servizi e alle risorse, o l'imposizione di norme e pratiche culturali che possono avere conseguenze gravi sulla salute: ruoli di genere, in sostanza, che vincolano le donne a determinati compiti e ne riducono l'autonomia decisionale. Questi i numeri. Ogni giorno 1.600 donne e più di 10 mila neonati perdono la vita per cause legate alla gravidanza e al parto. Dei 960 milioni di analfabeti, i due terzi sono donne, ragazze, bambine. Il 61 per cento delle persone che vivono con l’Hiv nell’Africa Sub-Sahariana sono donne. E ancora, su un miliardo di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno, tre quinti sono donne. Una donna su cinque nel mondo ha subito una qualche forma di violenza. Ogni anno 14 milioni di adolescenti diventano madri e in 9 casi su 10 si tratta di giovanissime che vivono nei paesi in via di sviluppo. Sono 51 milioni le adolescenti già sposate. Nella maggior parte dei casi sono le donne ad avere la responsabilità della cucina: quando cucinano su fuochi aperti o su stufe tradizionali respirano quotidianamente una miscela di centinaia di agenti inquinanti, responsabili di mezzo milione su 1,3 milioni di decessi femminili causati da broncopneumopatia cronica ostruttiva. (continua on Galileo)

giovedì, 30 ottobre 2008

G&G - Gentile Gelmini,

“La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie.”(C.A.De Tocqueville)

dalla riforma Gentile alla riforma Gelmini ... "Cambiare tutto perchè niente cambi." (Il Gattopardo)

Così diamo un futuro al nostro futuro?

Saggio buonsenso nelle opinioni di un genitore:

 

lunedì, 22 settembre 2008

OGGI -  Sergio Cammariere

... piacerebbe credere potesse bastare un abbraccio per vivere... e non essere al mondo indifferente

 

 

Soli fa freddo

Quando si è esclusi la temperatura percepita si abbassa. Lo indica uno studio su Psycholgical Science. Una persona “gelida” potrebbe davvero darci una sensazione di freddo. Le metafore che usiamo tutti i giorni per riferirci a individui poco socievoli, infatti, sarebbero più reali di quanto pensiamo. Almeno questa è l’idea di Chen-Bo Zhong and Geoffrey Leonardelli, psicologi della Rotman School of Management dell’Università di Toronto. In uno studio pubblicato su "Psychological Science", i due ricercatori ipotizzano un legame molto stretto tra la percezione della temperatura e lo stato psicologico: vivere socialmente isolati o in un ambiente non accogliente, provocherebbe una sensazione, anche fisica, di freddezza. (continua on GALILEO)

lunedì, 28 luglio 2008

The day after ...

"Anti-precari", il governo si divide

Una norma inserita nel testo della manovra già approvato dalla Camera cancella la possibilità per il precario, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il suo contratto a tempo determinato possa essere trasformato in contratto a tempo indeterminato. In cambio avrà solo una indennità di entità variabile, compresa tra le 2,5 e le 6 mensilità. Misura analoga a quella prevista per le imprese con meno di 15 dipendenti. L'emendamento del governo che cancella l'obbligo, in caso di irregolarità, di trasformare il contratto dei lavoratori precari in un rapporto a tempo indeterminato, inserito poi nel maxiemendamento, passa ora all'esame del Senato. L'emendamento "anti-precari" ha creato il subbuglio all'interno della compagine governativa: il Pdl ha difeso la norma, con Italo Bocchino, Osvaldo Napoli e Daniele Capezzone, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha fatto sapere di essere "distinto e distante" dalla contestata norma. Il ministro Renato Brunetta gli dà ragione, mentre i ministri Gianfranco Rotondi e Roberto Calderoli disconoscono la paternità dell'esecutivo: "la colpa è del Parlamento" ha detto Calderoli. "L'arcano" sull'origine della norma è stato svelato da Gianfranco Conte (Pdl), presidente della commissione Finanze della Camera, e presentatore con la Lega dell'emendamento durante l'esame in Commissione alla Camera. Il loro intento era quello di aiutare le Poste, alle prese con il contenzioso di numerosi precari con cui sono stati siglati contratti irregolari. La richiesta al governo di cancellare al Senato la norma arriva unanime da tutte le opposizioni, parlamentari ed extraparlamentari: da Enrico Letta a Pierferdinando Casini, da Pierluigi Bersani a Silvana Mura di Idv, da Oliviero Diliberto a Roberto Fiore del Fronte nazionale. Anche il sindacato fa sentire la sua voce e invita il governo "a non nascondere dietro un dito le proprie contraddizioni". La norma sui precari "è inconstituzionale". È un provvedimento che "abbassa le tutele dei lavoratori e ora, giustamente, tutto il paese si è indignato", dice il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Il ragionamento comune, esplicitato da Enrico Letta, ministro ombra del Welfare, è semplice: "Dal momento che il governo nega la paternità del grave emendamento, c'è una sola via d'uscita, semplice e lineare: il Senato elimini l'emendamento". ( fonte  Excite)
venerdì, 11 luglio 2008

LETTERA APERTA DEI PRECARI DELLA SCUOLA AL PRESIDENTE NAPOLITANO


Gentilissimo Presidente della Repubblica

i lavoratori precari della scuola italiana le scrivono in nome della democrazia, della giustizia, dell'onestà di cui Lei è rimasto l'unico garante: ci aiuti a "restare in vita".
Siamo più di 140.000 professionisti che hanno dedicato alla scuola pubblica italiana tempo, passione, continui studi e aggiornamenti e molte notti insonni per l’incertezza del nostro futuro.
Gentilissimo Presidente, ci appelliamo a lei come garante delle istituzioni, poiché è stato inflitto un attacco, diretto e "mortale", alla Scuola Pubblica Italiana.
Si sta smantellando la scuola statale: non a caso da mesi la si sta distruggendo in ogni modo in televisione e sui giornali. Si vuole annientarla, nella volontà di creare una scuola privata che ubbidisca alle esigenze degli attuali governanti: una sorta di scuola – mercato.
Ma la scuola è un luogo di incontro e di crescita di persone. Persone sono gli insegnanti e persone sono gli allievi. Compito degli insegnanti è quello di educare la persona, essere unico ed irripetibile. Per questo motivo essa non può avere come obiettivo unico l’essere in funzione della richiesta del mercato.
Il rischio educativo che gli insegnanti assumono nell’esercizio della propria professionalità è da decenni equamente ripartito tra personale di ruolo e noi docenti precari. Da troppo tempo siamo usati, umiliati con anni di "precariato" lavorativo, sociale e psicologico, una sorta di limbo infinito, e rischiamo ora di essere cancellati come se non fossimo mai esistititi o come se fossimo la causa del "malessere" della scuola: siamo vittime del "terrorismo politico".
Un terrorismo che, anche se non fatto di bombe, ma di numeri e contabilità, avrà la stessa entità e crudeltà e sarà devastante come la peggiore strage.
Per giustificare tutto ciò, stiamo subendo un attacco mediatico quotidiano e implacabile. Quando si dice "precari"- che orribile parola!- la gente comune pensa a giovani imberbi e fannulloni che cercano, senza arte né parte, una qualche strada futura. Non si pensa, invece, a quelle migliaia di insegnanti laureati, specializzati, abilitati o pluriabilitati in concorsi pubblici, che da anni ed anni (10, 15, anche 20), con passione e professionalità, hanno permesso il normale funzionamento della scuola pubblica italiana, assunti temporaneamente da uno Stato che di loro aveva ed ha bisogno soltanto da settembre a giugno.
Nessuna società o industria privata potrebbe mai farlo. Lo Stato, sì, lo fa da anni e anni.
I tagli della prossima, imminente finanziaria ci cancellano. Sulla stampa eminenti giornalisti ci invitano a cercare un altro lavoro, disprezzando o celando del tutto gli anni passati a superare esami, corsi, specializzazioni.... (come lo Stato ci chiedeva) e contemporaneamente insegnando su quelle cattedre di cui la scuola aveva bisogno.

Non si può dire ad un insegnante a 40, 45 anni o più, dopo aver scelto per passione di insegnare, e non certo per ingordigia economica, di cercarsi un altro lavoro!
La preghiamo Presidente, sia garante della COSTITUZIONE e delle nostre leggi, dove si parla di diritto al lavoro, di diritto allo studio, di scuola pubblica, di ASSUNZIONI di 150.000 PRECARI in TRE ANNI (legge finanziaria del 2007), di contratti a tempo determinato che, se reiterati, devono concludersi con l'assunzione.
Per questi motivi Le chiediamo di intervenire, con tutti gli strumenti a sua disposizione, affinché nel nostro paese non si compia un simile arbitrio.

Con speranza e osservanza

I PRECARI DELLA SCUOLA
FORUM PRECARISCUOLA

(www.precariscuola.135.it/ )

martedì, 29 aprile 2008

Su un muro vicino alla metro:

"In Italia di lavoro si muore. Perchè, di precarietà si vive?"

Sto lavorando a tre ore come fossi una che invece di lavorare ha bisogno di andare a divertirsi con i bimbi che educa e cura. A tre ore , come se il sacrificio di aspettare la chiamata giornaliera non contasse nulla e la difficoltà dei trasbordi correndo fra i diversi mezzi pubblici non avesse senso... si depauperano emotività e vite in questo modo. Si svilisce il rapporto scuola famiglia  e quello scuola educazione e capacità d'insegnare ... è annichilente e ti fa passare la voglia di fare.

martedì, 25 marzo 2008

Il Progetto ISSI - Istituto Sviluppo Sostenibile Italia

ISSI logo

Ecoefficienza e capacitazione per lo  sviluppo sostenibile

ISSI Onlus è nato per diffondere le idee, le pratiche e gli strumenti della sostenibilità. Lo sviluppo sostenibile è un progetto di futuro fondato su concreti interventi nel presente. Un progetto aperto, da arricchire e rinnovare continuamente con l’analisi e la ricerca. Rappresenta un' opportunità per l’intera umanità, un percorso di riforma dello sviluppo capace di affrontare i cambiamenti globali, climatici innanzitutto, i drammi della fame e della povertà connaturati alle attuali dinamiche economiche a partire dalla dimensione locale dei problemi. Un processo democratico che vive del protagonismo dei popoli, di uomini e donne, dell’importanza di ciascuna singola azione, ponendo nuove sfide al mondo tecnico e scientifico. L’idea dello sviluppo sostenibile, elaborata nelle sedi internazionali,  non ha raggiunto i successi che in molti speravamo: la proposta, senza adeguati sostegni, non è sufficiente ad orientare l’economia verso una concreta innovazione. Mentre la crescita economica continua, i problemi ambientali sono andati aggravandosi e le iniquità sociali si sono ampliate. Lo sviluppo sostenibile necessita di nuovi e più efficaci strumenti internazionali, nazionali e locali. Nell’epoca della globalizzazione e del potenziarsi dei mercati finanziari sono indispensabili nuove politiche globali, conditio sine qua non per la concretizzazione di intese, in particolare tra i paesi industrializzati ed i paesi poveri, ricondotte alla comune logica della sostenibilità. L’ecoefficienza, se accompagnata dalla riduzione dei fattori di pressione sull’ambiente, è una pratica decisiva per la sostenibilità, in grado di minimizzare i coefficienti di usura dell’ambiente per unità di prodotto, che si fonda sulla semplice, ed apparentemente banale, convinzione che è possibile fare di più e meglio con meno: meno uso di risorse naturali e meno inquinamento. In tale contesto la conoscenza diviene un fattore essenziale, un vero e proprio motore dello sviluppo. L’uso efficiente, sicuro e sostenibile delle risorse, siano esse rinnovabili o non rinnovabili, richiede di utilizzare al meglio il potenziale dell’innovazione scientifica e tecnologica senza subordinarlo ad interessi meramente economici, bensì spingendolo a far propria una responsabilità di specie, una consapevolezza dei limiti e della straordinaria complessità della natura. L’innovazione tecnologica dà la possibilità di moltiplicare l’ecoefficienza, di sviluppare fonti energetiche rinnovabili e pulite, di abbattere l’inquinamento, di ridurre drasticamente il consumo di risorse naturali, di vivere meglio e con un più diffuso ed equo benessere. ... ( fonte ISSI continua qui)

Una sera di marzo, al pronto soccorso, due coppie di coniugi si supportano moralmente e chiacchierano, incontrandosi per la prima volta. Nell'attesa estenuante di ricevere aiuto, e per fortuna per nulla di troppo grave, si arriva a scoprire affinità elettive ed intendimenti comuni su punti di vista assolutamente condivisibili. Addirittura si parla del futuro del mondo, dell'evoluzione che toccherà alle generazioni a venire, diseredate di petrolio e gas, orfane di una corretta informazione, incaricate dello smaltimento universale di rifiuti, proposto loro come chiave di volta per assicurarsi un tempo migliore su questa terra. Il solo fatto di essersi detti buonasera e come va , ha prodotto tutto questo ... non male come conclusione di una pasquetta intirizzita e ventosa! A proposito, anche gli esiti degli interventi sui due pazienti sono stati meno rovinosi di quanto l'attesa lasciasse presagire ... qualche punticino, cure antibiotiche e un pò di riposo riporteranno il sereno. Uno dei quattro amici è membro di un'associazione, si chiama ISSI ...

martedì, 04 marzo 2008

Ho ricevuto questa mail dalla redazione dei colleghi della rivista Galileo (giornale di scienza e problemi globali. Prima testata giornalistica italiana online dedicata ai temi della ricerca scientifica e non solo) . La inoltro volentieri sperando possa tornare utile:

http://www.galileonet.it/default

Lo zio di una nostra collega è scomparso a Roma (zona Policlinico) il 28 febbraio scorso. Si chiama Alessandro Zuccarelli (la foto è al sito in fondo a questa e-mail) e, al momento della scomparsa, indossava un giubbotto blu scuro, pantaloni grigi e una borsa nera. E' diabetico e necessita di cure urgenti. Per favore, fate girare questo appello a tutte le persone di vostra conoscenza che vivono o si trovano ora a Roma. Per qualsiasi segnalazione contattate i seguenti numeri:
335/8002228, 340/3179915, 388/347330 o la nostra redazione:
06/54602121 o 5.


http://www.chilhavisto.rai.it/Clv/lettere/Z/ZuccarelliAlessandro.htm


Grazie per l'attenzione

La redazione di Galileo

... triste epilogo:

un povero cristo viene ucciso da una macchina alle tre di notte di cinque giorni fa. Solo oggi - grazie al programma di RaiTre Chi l'ha visto? - i dipendenti dell'obitorio del Verano sono riusciti a mettersi in contatto con la famiglia. (I carabinieri non hanno neanche inviato la foto ai pronto soccorso).

fonte http://foot-blog.blogspot.com/

postato da Florianopolis alle ore 09:29 | link | commenti
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giovedì, 28 febbraio 2008

L'auto ad aria è... volata via


Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?  

VIVIAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA !!!!!!

Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la  "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano. Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento. Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento. Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. 

Qualcuno l'ha mai vista in Tv?

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi. Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia. Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi nè di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che "l'informazione" ufficiale dica mai nulla ... (netmail da Neurona.it)

Sarei stata lieta di indignarmi, ma guardate e leggete con attenzione l'informazione riportata in questo sito:

http://attivissimo.blogspot.com/2006/03/eolo-auto-scomparsa.html

una mezza bufala insomma! A presto e w comunque le buone intenzioni!

giovedì, 13 dicembre 2007

W INTERNET e la ricerca medica! - Informiamoci e diffondiamo!

Guardate cosa ho scovato:

L’EMBOLIZZAZIONE DEI FIBROMI UTERINI

L’embolizzazione arteriosa, la più brillante soluzione terapeutica della fine del secolo scorso nel rispetto della “self image” della donna, rappresenta l’alternativa alla chirurgia dei fibromi uterini sintomatici.
Sviluppata in Francia dal prof. Jaques-Henry Ravinà, ginecologo, dal prof. Jean jacques Merland e dal dottor Jacques Clerissi, radiologi interventisti, l’embolizzazione è praticata a Parigi dal 1993, negli Stati Uniti d’America dal 1995, in Inghilterra, Israele, Canada dal 1997 e in Italia, prima di tutto a Genova e Brescia dal dottor Jacques Clerissi dal Maggio 1997 ( attualmente a Sesto San Giovanni- Milano, Clinica Multimedica).
Ad oggi, gli interventi di embolizzazione del fibroma uterino realizzati in tutto il mondo contano gia un numero superiore a 150.000. Inizialmente riservata esclusivamente a donne tra i 38 e i 48 anni non più desiderose di avere una gravidanza, fu successivamente estesa anche a donne giovani desiderose invece di conservare la propria fertilità. Nella letteratura medica corrente, non sono pochi i casi riportati di donne con una gravidanza portata a termine dopo trattamento di embolizzazione di fibroma uterino.


Il fibroma uterino
Il fibroma uterino e il tumore pelvico con maggiore incidenza; colpisce circa il 35% delle donne in età fertile, anche se soltanto nel 50% dei casi diventano sintomatici.
Tale patologia è ormonodipendente; la formazione del fibroma è legata agli elevati tassi d'estrogeni circolanti.
Infatti, dopo la menopausa, con la caduta degli estrogeni i fibromi tendono spontaneamente a regredire.
Il corpo dell’utero è irrorato dalle arterie uterine che si dipartono in rami brevi; in presenza di fibromi, l’arteria uterina aumenta di calibro e la vascolarizzazione del fibroma è maggiore rispetto a quella del miometrio (parete dell’utero) circostante. La vascolarizzazione dei fibromi si compone di una rete periferica e di una rete centripeta. La prima, la più importante, circonda il tumore ed è formata da vasi capillari e fibromatosi anastomizzati con le arterie uterine. Questa rete vascolare peritumorale è responsabile dei
sanguinamenti durante la miomectomia. La seconda, più esile, è composta da diramazioni multiple, che si riducono distalmente fino a qualche arteriola di tipo terminale.

I sintomi dei fibromi uterini sono variabili: menorragie (mestruazioni abbondanti) menometrorragie (perdite emorragiche lontano dal ciclo), compressione dei visceri pelvici limitrofi, infertilità da causa meccanica. Le menometrorragie sono il sintomo più importante dei fibromi sottomucosi e intramurali, e sono più abbondanti nel periodo perimenopausale in virtù dell’iperestrogenismo relativo..
Ad oggi, non esiste un trattamento eziologico o preventivo per questa patologia. L’intervento terapeutico è richiesto esclusivamente per quei fibromi che provochino una sintomatologia importante.

Ci sono attualmente tre diverse terapie per il trattamento del fibroma uterino:
Terapia Medica, Intervento Chirurgico (Isterectomia, Miomectomia) ed Embolizzazione.

l'articolo completo è disponibile qui:
http://www.farmasalute.it/percorsi/oncologia/fibromauterino.asp

postato da Florianopolis alle ore 11:51 | link | commenti
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