Io lo so che non sono solo anche quando sono solo ....
OSPEDALE GENERALE
SAN CARLO DI NANCY -
Via Aurelia, 275 - Roma - tel. 06.39.701
Eccomi di nuovo in corsa! Finalmente sono tornata a casa, felice di essere riuscita a decomprimermi dopo cinque intense giornate trascorse in ospedale. L'operazione è andata benone, e seppur , mentre scrivo, ancora i doloretti d'uopo si diffondono in tutto il mio dimagrito corpicino, sento come se mi fossi rigenerata. L'attenzione professionale, nel piccolo e caotico reparto di ginecologia, è stata davvero superlativa. Quando si sente soltanto dire della malasanità in Italia credo che bisognerebbe comunque verificare le differenti realtà che la compongono. I problemi che assillano il personale medico ed infermieristico, purtroppo sempre più si diffondono a macchia d'olio, e non certamente per volontà degli stessi che con enorme pazienza ci provano a fare ancora una volta missione del proprio dovere. Pure le silenziose signore delle pulizie, quelle che pochi notano e quasi mai nessuno ricorda al San Carlo fanno corpo unico con la struttura. Sono arrivata al giorno del ricovero con un'ansia insopportabile e la speranza che si verificassero solo eventi positivi, per me, in un luogo comunque preposto al dolore e alla sopportazione, ma ho scoperto non solo quella dei pazienti! L'ospedale è un teatro dove tutta l'umanità che vi si affaccia cerca di combinarsi secondo meccanismi che seguono un flusso e dinamiche apparentemente semplici. Esiste l'umanità dei pazienti, il loro vissuto, esistono i racconti di vita che si dipanano nelle lunghe ore che precedono gli interventi e che profondamente legano coloro i quali fraternizzano tra sorrisi e lacrime. Esiste l'umanità degli infermieri, incazzati e stanchi per i troppi turni di lavoro mal pagati e le continue vessazioni che a torto o ragione devono sentirsi rimbrottare da pazienti e datori di lavoro. Coraggio ragazzi! Esiste l'umanità dei medici, dei dottori grandi e piccoli che al di là di tutto sono uomini con vite strappate al quotidiano. Si ritagliano brandelli di libertà nel prendere un caffè, nello scambiarsi qualche battuta in reparto, nel lodarsi per un lavoro ben fatto o semplicemente quando, intenti a respirare davanti ad una finestra, telefonano all'affetto che non è di turno e forse non lo sarà mai perché vive una vita, per fortuna, fuori dall'ospedale. Tutto questo genera apprensione, smarrimento e necessità di organizzazione. Allora ecco che il flusso si combina , magicamente s'incastra. Inizia a vorticare verso la soluzione ultima che tralascia qualsiasi dubbio o relativismo: la salute. La salute, non più il dolore ha la preminenza, ma la possibilità fallibile di doverlo sconfiggere. Curare, torna ad essere principio secondo solo al prevenire, che in quel caso non si è potuto applicare. La terapia diventa legge e l'intervento vangelo. E del vangelo in qualche misura se ne ha bisogno tutti, giacchè terminare il cammino con una preghiera che sconfina nella poesia è l'inequivocabile sospiro che lega ciascuno alla fine del giorno ed all'inizio di quello che verrà.
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (Shopenhauer)
E a chi mi ha supportato per una volta nel sogno va il mio più sincero GRAZIE:
alla signora Michela, caposala attenta alle sfumature e agli umori anche di un timido filo di voce;
alla prima infermiera che mi ha prelevato il sangue e non trovava il laccio emostatico;
a Giulia, vulcano buono, inquieta e passionale, ma romanticamente sopra le righe ;
al ragazzo che il 14 luglio sarà papà di una bella bimba;
a Christian dal codino simile a quello di Fiorello ;
all’infermiera giovane e peperina che mi ha portato il camicione della sala operatoria, intonando un ritmo brasilero;
alla dolce signora dei clisteri che insieme ad una paziente e meticolosa infermiera bionda dagli occhi azzurri mi ha vegliato la notte seguente l’intervento;
all’infermiera dall’accento sudamericano che con garbo mi ha chiesto dei miei trascorsi allergici;
al ragazzo preparato sugli antibiotici che si è detto fortunato di non esser donna;
all’infermiere che non ha voluto togliermi il catetere, ma che poi con altri due angeli mi ha rifatto il letto;
alla signora che sta in accettazione in endoscopia incontrata al centro commerciale, che si è fermata a salutarmi sorridente senza avermi riconosciuto;
all’infermiera morbida e romanista che mi ha assistito per l’isteroscopia;
alla veracissima signora campana che anima le file mentre si attende l’ingresso ai servizi endoscopici;
alle infermiere presenti domenica 8 al reparto di uroginecologia;
alla bella signora delle pulizie dai lunghi capelli neri e gli occhi azzurri che dopo due figli maschi, ad oggi crede che anche una femminuccia però le sarebbe piaciuta tanto;
alla signora rubiconda e gradevole addetta al pranzo e a “Madagascar” addetta alla cena;
all’infermiere che quasi non parla ma osserva intensamente i dettagli;
al parroco che fugacemente e con discrezione offre la comunione e porge il suo saluto al vespro e all’alba;
alla dott.ssa Anna Bassani, pregevole ginecologa, fan degli sms, del bianco, delle mele Stark e del suo groviglio di macchine ecografiche, da cui vaticina responsi e presunzioni;
al dott. Russo, simpatico divoratore di barrette Kinder, consumatore devoto di caffè ed eccellente attore di sala operatoria ed isteroscopica;
alla dott.ssa Delfini, gagliarda vestale del sacro ventre operatorio, consolatrice sincera di degenti con famiglie al seguito, chirurgo impeccabile, pragmatica e ironica detentrice di bandane colorate;
al prof. Vittori, primario emerito, che con pudore e gentilezza fa sentire la sua “presenza in casa” augurando con stile un buongiorno ed una felice sera a tutti i pazienti;
al dottore dall’accento straniero leggero e dagli occhi chiari e profondi che mi ha controllato, spiegato affabilmente i dolori che l’aria iniettata in corpo provoca alle scapole e l’esistenza di un nervo chiamato frenulo, ad essi collegato;
al dottore alto , dai capelli sale e pepe e dalla battuta pronta che mi ha dimesso cordialmente prima dell’ora di pranzo, giacché la sana cucina di mamma mi reclamava a tavola;
agli infermieri e medici della preospedalizzazione;
all’anestesista raffreddato e baffuto che mi ha dato il lasciapassare all’intervento;
a tutta l’equipe della sala operatoria, giovane, fresca e volitiva;
alla fontana del cortile principale che rasserena col suo delicato scroscio le menti obliate di chi ricerca nuova serenità;
a Roberta, Tiziana, Elvia , Mirella e Chiara, compagne affettuose d’avventura in questo lungo viaggio.
A tutti , di cuore, ogni felicità, salute e bene .
Giornata dedicata al volontariato al San Camillo Forlanini di Roma
Una bella iniziativa all’Ospedale venerdì 30 maggio 2008 ore 9.00 presso l’Aula Magna Ospedale Forlanini in piazza Carlo Forlanini, 1. I Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes, in collaborazione con l’URP dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, organizzano la Prima Giornata del Volontariato in Ospedale. La manifestazione, prevista per venerdì 30 maggio 2008, dalle ore 9.00, presso l’Aula Magna dell’Ospedale Forlanini in Piazza Carlo Forlanini, 1 a Roma, si pone l’obiettivo di dare visibilità al volontariato in ospedale. Un momento di incontro in cui la rete delle associazioni che lavorano quotidianamente all’interno della realtà ospedaliera del San Camillo Forlanini avranno al possibilità di presentarsi e portare la propria esperienza, avviando ed implementando percorsi di intervento e di integrazione socio-sanitaria.
Per informazioni:
Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes
Numero Verde 800 633563
promozione@cesv.org - promozione@spes.lazio.it
Centro Congressi Frentani
via dei Frentani, 4 - Sala Accademia
Roma
ore 18,00
Genitori oggi con scienza e conoscenza
L'infertilità in Italia come in Europa è in aumento.
Il 10% della popolazione in età fertile ha un problema di salute riproduttiva, circa 30.000 coppie ricorrono almeno 2-4 volte l'anno alla fecondazione medicalmente assistita.
La legge 40/2004 stabilisce un impegno rispetto alle campagne
informative e di prevenzione per la salute riproduttiva, noi aggiungiamo l'esperienza decennale dell'ascolto.
"Genitori oggi con scienza e conoscenza" è un progetto che vuole offrire
uno spazio di informazione e di comunicazione tra esperti e pazienti, più libero, ma anche far incontrare una comunità con cui interagire e confrontarsi.
Partendo dalla domanda, quando sono infertile, percorreremo insieme
alcune tappe, segnate dai dubbi e dalle richieste più frequenti, di chi
desidera realizzare il proprio progetto di genitorialità.
martedì 26 febbraio
La salute riproduttiva a rischio. Quando sono infertile?
Presentazione:
Monica Soldano, presidente Madre Provetta Onlus
intervengono
Maria Moro, ginecologa - psicoterapeuta
Università Sapienza, Roma
Francesco Lombardo
andrologo
Scuola Endocrinologia Università Sapienza, Roma
martedì 18 marzo
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita
intervengono
Filippo Ubaldi, ginecologo
direttore clinico G.en.e.r.a, Roma
Adina Massacesi, biologa - embriologa
Centro Bios, Roma
La legge 40 e le sue regole
Monica Soldano, presidente Madre Provetta Onlus
martedì 1 aprile
Un figlio a quarantanni
Claudio Giorlandino, ginecologo, presidente Società Italiana Diagnosi Prenatale, direttore centri Artemisia
Marina Baldi, biologa-genetista, direttore Consultorio di Genetica, Roma
Gabriella Mandina, psicologa - psicoterapeuta, Roma
Loredana Angelici, psicologa, Consulta dei consultori familiari, Comune di Roma
martedì 22 aprile
Quando dire basta. Tra rischi e pregiudizi
Elisabetta Chelo, ginecologa, centro Demetra, Firenze
Adina Massacesi, biologa - embriologa
Centro Bios, Roma
Fabio Carbonari, psicologo - psicoterapeuta, AIPC (Associazione italiana psicoterapia corporea)
Per informazioni: www.madreprovetta.org
info@madreprovetta.org
345/2127034
Dal 12 al 19 marzo 2008 la World Foundation of Urology promuove per il secondo anno la Settimana Nazionale di Prevenzione del Tumore della Prostata – Festa del papà allo scopo di sensibilizzare le istituzioni e il grande pubblico nei confronti del tumore della prostata, educare a una corretta alimentazione integrata per ridurre l’incidenza di questo male e informare sulla necessità di eseguire annualmente la visita urologica e il dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico).
Sarà questo il messaggio che verrà lanciato durante la conferenza stampa il 7 marzo a Roma per presentare gli eventi in programma:
L’evento è patrocinato dal Parlamento Europeo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Salute e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.
IL SISTEMA RM EXABLATE 2000 - DIAGNOSTICA E TERAPIA
INAUGURAZIONE DELLA NUOVA RISONANZA MAGNETICA
DELL’OSPEDALE DI SAN MARINO
Si tratta della prima macchina di questo tipo che arriva in Italia. In Europa ce ne sono soltanto due. Una a Londra e l'altra a Berlino. E' nata dalla collaborazione dell'ingegneria americana con quella israeliana.
COMUNICATO STAMPA
20 aprile 2007
Si inaugura Venerdì 20 Aprile la nuova apparecchiatura di Risonanza Magnetica EXABLATE 2000 che, affiancando la Tomografia Computerizzata multislice nella nuova collocazione a pianterreno del nostro Ospedale di San Marino, completa la dotazione di “macchine pesanti “ del Servizio di Radiologia, offrendo una tecnologia che è espressione dello stato dell’arte di tali modalità diagnostiche, il tutto in un contesto logistico e strutturale perfettamente rispondente alle attese dei pazienti e degli operatori del settore.
L’ExAblate 2000 è in realtà un sistema, sviluppato dalla InSightec - società nata dalla collaborazione della EMI e della GE Healthcare - dopo un decennio di messa a punto scientifica e tecnologica, con approvazione nel 2004 della FDA statunitense; è costituito da una parte diagnostica – tomografo a risonanza magnetica di tipo superconduttivo, ad alto campo magnetico, che consente l‘esplorazione di tutti i distretti anatomici del corpo umano -, e da una parte terapeutica - che combina la possibilità di distruzione tissutale di un fascio di ultrasuoni focalizzati con le capacità di imaging fornite dalla risonanza magnetica, così da ottenere un metodo non invasivo di ablazione (cioè distruzione ) del tessuto patologico. Nella fattispecie, tale metodologia ablativa è stata validata clinicamente per il trattamento dei fibromi uterini, in alternativa ai metodi tradizionali.
Durante questa procedura, che avviene in regime ambulatoriale e ha una durata di 3-4 ore, la paziente è sdraiata all’interno dello scanner RM; questo fornisce immagini tridimensionali del fibroma e del tessuto circostante, consentendo una guida precisa delle onde ultrasonore sul tessuto da trattare. Le onde degli ultrasuoni, altamente focalizzate (= altamente energetiche ) vengono dirette attraverso il corpo per raggiungere il punto focale,- nel caso il fibroma uterino - in cui aumentano la temperatura del tessuto ( intorno ai 70°-85 ° ), determinandone la sua distruzione, attraverso la coagulazione di tutte le proteine.
La capacità di imaging termico dello scanner a RM fornisce, in tempo reale, informazioni sulla temperatura raggiunta nel tessuto bersaglio durante la terapia, permettendone il controllo continuo. L’insieme della modalità è pertanto nota in ambito di letteratura radiologica come RMgFUS, ovvero Ultrasuoni Focalizzati sotto guida di Risonanza Magnetica ExAblate è il primo sistema di ablazione termica a ultrasuoni focalizzati ad essere approvato dalla FDA e che ha ricevuto il marchio CE, rappresentando anche il primo sistema per la chirurgia a ultrasuoni focalizzati sotto la guida della RM, fornendo una possibilità terapeutica alternativa per le donne con fibromi uterini, il tumore benigno più frequente nelle donne in età fertile. Finora le altre modalità di trattamento dei fibromi uterini hanno compreso procedure invasive o minimamente invasive quali l’isterectomia , la miomectomia o l’embolizzazione dell’arteria uterina. La terapia ormonale, l’unica a carattere non invasivo, offre solo un sollievo temporaneo dei sintomi e spesso i fibromi si riformano alla fine della terapia.
L’approvazione per l’utilizzo clinico dei RMgFUS ha fatto seguito a una sperimentazione multinazionale condotta su 109 donne con fibromi uterini sintomatici ( forti emorragie , o emorragie intermestruali, sensazione di peso al basso addome, minzione frequente da compressione della vescica, dolore in regione lombare, dispareunia -) in sette diversi centri medici nel mondo.
Dopo sei mesi , oltre il 70% delle pazienti ha mostrato un significativo miglioramento dei sintomi correlati ai fibromi.
Lo studio ha confrontato i risultati del trattamento con ExAblate con quelli dell’isterectomia addominale totale: le prime avevano perso in media 1,4 giorni lavorativi , rispetto a una media di 18 giorni per il gruppo delle isterectomizzate. La ripresa delle normali attività è avvenuta in meno di tre giorni, rispetto alla media dei 17 giorni necessari nell’altro gruppo. Gli eventi avversi, rari, comprendevano ustioni della cute di minor entità e, in alcuni casi, lesioni reversibili di nervi. Un vantaggio di tale procedura è che, in caso di insuccesso, si può ricorrere comunque alle tecniche invasive senza pregiudizio. A tutt’oggi, sono inoltre in corso studi in fase 2 sull’impiego degli ultrasuoni focalizzati sotto guida RM per il trattamento di patologie maligne a livello di fegato, mammella, osso e parti molli, che, quando validati clinicamente, apriranno prospettive estremamente interessanti nella terapia di tali neoplasie. Infine, ma non meno importante, va ricordato che nel sistema RMgFUS sono facilmente disaccoppiabili le due componenti, il lettino portapaziente che contiene il sistema a ultrasuoni e il magnete di RM, che viene pertanto utilizzato come potente sistema diagnostico nella routine radiologica, trattandosi di un magnete ad alto campo – 1,5 Tesla -, capace di coprire tutti i campi applicativi della risonanza magnetica .
INFO: Ufficio Relazioni Pubbliche ISS
Risposta ad una mia su forum di medicina:
| L'embolizzazione dei fibromi è una procedura chirurgica minimamente invasiva utilizzata per trattare i fibromi uterini. Questo intervento chirurgico utilizza una tecnica definita embolizzazione che blocca il flusso sanguigno attraverso i vasi intorno ai fibromi, privandoli dell'ossigeno necessario per crescere. La privazione dell'ossigeno determina la contrazione dei fibromi. Criteri di inclusione: presenza di utero fibromatoso con uno o più fibromi sintomatici, individuati sul piano clinico ed strumentale ( ecografia – Risonanza Magnetica) che non siano peduncolati; persistente sintomatologia di tipo emorragico, compressivo o gravativo , nonostante un trattamento medico ben condotto; assenza di un trattamento ormonale da almeno 3 mesi (causa di molti insuccessi riportati in letteratura); presenza di un rischio anestesiologico e operatorio elevato, controindicante la chirurgia. Criteri di esclusione: presenza di fibromi uterini non sintomatici; menometrorragie legate a patologie maligne; donne in trattamento ormonale con progestinici e/o analoghi del GnRh; donne incapaci di aderire ad uno stretto periodo di sorveglianza post embolizzazione (controlli periodici ogni 6 mesi per la durata complessiva di due anni) controindicazioni all’arteriografia (protesi arteriose, rischio ischemico); allergia documentata ai mezzi di contrasto; diatesi allergica; rifiuto della paziente. I rischi dell'embolizzazione del fibroma uterino (UFE) sono: Un 1% di possibilità di lesioni all'utero, che conducono potenzialmente all'isterectomia Danni ai vasi sanguigni Infezione Inizio precoce della menopausa (Accade all'1-5% delle donne). Sembra verificarsi più comunemente nelle donne con oltre 45 anni, se si sono sottoposte alla procedura.) Allergia al mezzo di contrasto radiologico (iodio) Espulsione di tessuto fibroide (2-3% delle donne possono espellere piccole parti di tessuto fibroide dopo l'embolizzazione del fibroma uterino.) Fertilità: non è stata ancora data una risposta esaustiva alla domanda se l'embolizzazione del fibroma uterino riduca o meno la fertilità |
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Cordiali Saluti Dr. Domenico Antonaci
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W INTERNET e la ricerca medica! - Informiamoci e diffondiamo!
Guardate cosa ho scovato:
L’EMBOLIZZAZIONE DEI FIBROMI UTERINI
L’embolizzazione arteriosa, la più brillante soluzione terapeutica della fine del secolo scorso nel rispetto della “self image” della donna, rappresenta l’alternativa alla chirurgia dei fibromi uterini sintomatici.
Sviluppata in Francia dal prof. Jaques-Henry Ravinà, ginecologo, dal prof. Jean jacques Merland e dal dottor Jacques Clerissi, radiologi interventisti, l’embolizzazione è praticata a Parigi dal 1993, negli Stati Uniti d’America dal 1995, in Inghilterra, Israele, Canada dal 1997 e in Italia, prima di tutto a Genova e Brescia dal dottor Jacques Clerissi dal Maggio 1997 ( attualmente a Sesto San Giovanni- Milano, Clinica Multimedica).
Ad oggi, gli interventi di embolizzazione del fibroma uterino realizzati in tutto il mondo contano gia un numero superiore a 150.000. Inizialmente riservata esclusivamente a donne tra i 38 e i 48 anni non più desiderose di avere una gravidanza, fu successivamente estesa anche a donne giovani desiderose invece di conservare la propria fertilità. Nella letteratura medica corrente, non sono pochi i casi riportati di donne con una gravidanza portata a termine dopo trattamento di embolizzazione di fibroma uterino.
Il fibroma uterino
Il fibroma uterino e il tumore pelvico con maggiore incidenza; colpisce circa il 35% delle donne in età fertile, anche se soltanto nel 50% dei casi diventano sintomatici.
Tale patologia è ormonodipendente; la formazione del fibroma è legata agli elevati tassi d'estrogeni circolanti.
Infatti, dopo la menopausa, con la caduta degli estrogeni i fibromi tendono spontaneamente a regredire.
Il corpo dell’utero è irrorato dalle arterie uterine che si dipartono in rami brevi; in presenza di fibromi, l’arteria uterina aumenta di calibro e la vascolarizzazione del fibroma è maggiore rispetto a quella del miometrio (parete dell’utero) circostante. La vascolarizzazione dei fibromi si compone di una rete periferica e di una rete centripeta. La prima, la più importante, circonda il tumore ed è formata da vasi capillari e fibromatosi anastomizzati con le arterie uterine. Questa rete vascolare peritumorale è responsabile dei
sanguinamenti durante la miomectomia. La seconda, più esile, è composta da diramazioni multiple, che si riducono distalmente fino a qualche arteriola di tipo terminale.
I sintomi dei fibromi uterini sono variabili: menorragie (mestruazioni abbondanti) menometrorragie (perdite emorragiche lontano dal ciclo), compressione dei visceri pelvici limitrofi, infertilità da causa meccanica. Le menometrorragie sono il sintomo più importante dei fibromi sottomucosi e intramurali, e sono più abbondanti nel periodo perimenopausale in virtù dell’iperestrogenismo relativo..
Ad oggi, non esiste un trattamento eziologico o preventivo per questa patologia. L’intervento terapeutico è richiesto esclusivamente per quei fibromi che provochino una sintomatologia importante.
Ci sono attualmente tre diverse terapie per il trattamento del fibroma uterino:
Terapia Medica, Intervento Chirurgico (Isterectomia, Miomectomia) ed Embolizzazione.
l'articolo completo è disponibile qui:
http://www.farmasalute.it/percorsi/oncologia/fibromauterino.asp
...Che sorpresa! Due fibromi tondi tondi in fondo al tunnel e non saperlo! Ci stavamo apprestando a regalarci il più bel sogno col Maritozzo dolcissimo, avere un puffolotto in cantiere per Natale, ed invece...abbiamo scoperto che già qualcosa si sollanza nel mio rubicondo pancione, e senza chiedere asilo! Indomita fantasia di una natura che ama i paradossi! Stiamo affrontando la cosa ed a breve urge l'intervento di un bravo "aggiustatoredicorpi" che sappia far valere le sue doti di specialista, per risolvere l'annoso problema. Ci siamo quindi rivolti ad una struttura pubblica a Roma, Ospedale S. Carlo, menzionata come tra le migliori per la cura di simili patologie. Qualcuno tra voi lettori ha da riferirmi esperienze similari ed esiti rinvenuti in tale struttura?