Epicuracanto

sogni, idee, viaggi e ricerche di una filosofa-cantante
lunedì, 09 giugno 2008

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo ....

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OSPEDALE GENERALE

SAN CARLO DI NANCY -

Via Aurelia, 275 - Roma - tel. 06.39.701

Eccomi di nuovo in corsa! Finalmente sono tornata a casa, felice di essere riuscita a decomprimermi dopo cinque intense giornate trascorse in ospedale. L'operazione è andata benone, e seppur , mentre scrivo, ancora i doloretti d'uopo si diffondono in tutto il mio dimagrito corpicino, sento come se mi fossi rigenerata. L'attenzione professionale, nel piccolo e caotico reparto di ginecologia, è stata davvero superlativa. Quando si sente soltanto dire della malasanità in Italia credo che bisognerebbe comunque verificare le differenti realtà che la compongono. I problemi che  assillano il personale medico ed infermieristico, purtroppo sempre più si diffondono a macchia d'olio, e non certamente per volontà degli stessi che con enorme pazienza ci provano a fare ancora una volta missione del proprio dovere. Pure le silenziose signore delle pulizie, quelle che pochi notano e quasi mai nessuno ricorda al San Carlo fanno corpo unico con la struttura. Sono arrivata al giorno del ricovero con un'ansia insopportabile e la speranza che si verificassero solo eventi positivi, per me, in un luogo comunque preposto al dolore e alla sopportazione, ma ho scoperto non solo quella dei pazienti! L'ospedale è un teatro dove tutta l'umanità che vi si affaccia cerca di combinarsi secondo meccanismi che seguono un flusso e dinamiche apparentemente semplici. Esiste l'umanità dei pazienti, il loro vissuto, esistono i racconti di vita  che si dipanano nelle lunghe ore che precedono gli interventi e che profondamente legano coloro i quali fraternizzano tra sorrisi e lacrime. Esiste l'umanità degli infermieri, incazzati e stanchi per i troppi turni di lavoro mal pagati e le continue vessazioni che a torto o ragione devono sentirsi rimbrottare da pazienti e datori di lavoro. Coraggio ragazzi! Esiste l'umanità dei medici, dei dottori grandi e piccoli che al di là di tutto sono uomini con vite strappate al quotidiano. Si ritagliano brandelli di libertà nel prendere un caffè, nello scambiarsi qualche battuta in reparto, nel lodarsi per un lavoro ben fatto o semplicemente quando, intenti a respirare davanti ad una finestra, telefonano all'affetto che non è di turno e forse non lo sarà mai perché vive una vita, per fortuna, fuori dall'ospedale. Tutto questo genera apprensione, smarrimento e necessità di organizzazione. Allora ecco che il flusso si combina , magicamente s'incastra. Inizia a vorticare verso la soluzione ultima che tralascia qualsiasi dubbio o relativismo: la salute.  La salute, non più il dolore ha la preminenza, ma la possibilità fallibile di doverlo sconfiggere. Curare, torna ad essere principio secondo solo al prevenire, che in quel caso non si è potuto applicare. La terapia diventa legge e l'intervento vangelo. E del vangelo in qualche misura se ne ha bisogno tutti, giacchè terminare il cammino con una preghiera che sconfina nella poesia è l'inequivocabile sospiro che lega ciascuno alla fine del giorno ed all'inizio di quello che verrà.  

 

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (Shopenhauer)

E a chi mi ha supportato per una volta nel sogno va il mio più sincero GRAZIE:

 

alla signora Michela, caposala attenta alle sfumature e agli umori anche di un timido filo di voce;

alla prima infermiera che mi ha prelevato il sangue e non trovava il laccio emostatico;

a Giulia, vulcano buono, inquieta e passionale, ma romanticamente sopra le righe ;

al ragazzo che il 14 luglio sarà papà di una bella bimba;

a Christian dal codino simile a quello di Fiorello ;

all’infermiera giovane e peperina che mi ha portato il camicione della sala operatoria, intonando un ritmo brasilero;

alla dolce signora dei clisteri che insieme ad una paziente e meticolosa infermiera bionda dagli occhi azzurri mi ha vegliato la notte seguente l’intervento;

all’infermiera dall’accento sudamericano che con garbo mi ha chiesto dei miei trascorsi allergici;       

al ragazzo preparato sugli antibiotici che si è detto fortunato di non esser donna;

all’infermiere che non ha voluto togliermi il catetere, ma che poi con altri due angeli mi ha rifatto il letto;

alla signora che sta in  accettazione in endoscopia incontrata al centro commerciale, che si è fermata a salutarmi sorridente senza avermi riconosciuto;

all’infermiera morbida e romanista che mi ha assistito per l’isteroscopia;

alla veracissima signora campana che anima le file mentre si attende l’ingresso ai servizi endoscopici;

alle infermiere presenti domenica 8 al  reparto di uroginecologia;

alla bella signora delle pulizie dai lunghi capelli neri e gli occhi azzurri che dopo due figli maschi, ad oggi crede che anche una femminuccia però le sarebbe piaciuta tanto;

alla signora rubiconda e gradevole addetta al pranzo e a “Madagascar” addetta alla cena;

all’infermiere che quasi non parla ma osserva intensamente i dettagli;

al parroco che fugacemente e con discrezione offre la comunione e  porge il suo saluto al vespro e all’alba;

alla dott.ssa Anna Bassani, pregevole ginecologa, fan degli sms, del bianco, delle mele Stark e del suo groviglio di macchine ecografiche, da cui vaticina responsi e presunzioni;

al dott. Russo, simpatico divoratore di barrette Kinder, consumatore devoto di caffè ed eccellente attore di sala  operatoria ed isteroscopica;

alla dott.ssa Delfini, gagliarda vestale del sacro ventre operatorio, consolatrice sincera di degenti con famiglie al seguito, chirurgo impeccabile, pragmatica e ironica detentrice di bandane colorate;

al prof. Vittori, primario emerito, che con pudore e gentilezza fa sentire la sua “presenza in casa” augurando con stile un buongiorno ed una felice sera a tutti i pazienti;

al dottore dall’accento straniero leggero e dagli occhi chiari e profondi che mi ha controllato, spiegato affabilmente i dolori che l’aria iniettata in corpo provoca alle scapole e l’esistenza di un nervo chiamato frenulo, ad essi collegato;

al dottore alto , dai capelli sale e pepe e dalla battuta pronta che mi ha dimesso cordialmente prima dell’ora di pranzo, giacché la sana cucina di mamma mi reclamava a tavola;  

agli infermieri e medici della preospedalizzazione;

 all’anestesista raffreddato e baffuto che mi ha dato il lasciapassare all’intervento;

a tutta l’equipe della sala operatoria, giovane, fresca e volitiva;

alla fontana del cortile principale che rasserena col suo delicato scroscio le menti obliate di chi ricerca nuova serenità;

a Roberta, Tiziana, Elvia , Mirella e Chiara, compagne affettuose d’avventura in questo lungo viaggio.

A tutti , di cuore, ogni felicità, salute e bene  .

 

mercoledì, 21 maggio 2008

Giornata dedicata al volontariato al San Camillo Forlanini di Roma

Una bella iniziativa all’Ospedale venerdì 30 maggio 2008 ore 9.00 presso l’Aula Magna Ospedale Forlanini in piazza Carlo Forlanini, 1. I Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes, in collaborazione con l’URP dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, organizzano la Prima Giornata del Volontariato in Ospedale. La manifestazione, prevista per venerdì 30 maggio 2008, dalle ore 9.00, presso l’Aula Magna dell’Ospedale Forlanini in Piazza Carlo Forlanini, 1 a Roma, si pone l’obiettivo di dare visibilità al volontariato in ospedale. Un momento di incontro in cui la rete delle associazioni che lavorano quotidianamente all’interno della realtà ospedaliera del San Camillo Forlanini avranno al possibilità di presentarsi e portare la propria esperienza, avviando ed implementando percorsi di intervento e di integrazione socio-sanitaria.

Per informazioni:
Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio Cesv e Spes
Numero Verde 800 633563
promozione@cesv.org -
promozione@spes.lazio.it

lunedì, 03 marzo 2008

Tra medicina e bioetica un breve tour

Conoscere l'infertilità

Centro Congressi Frentani
via dei Frentani, 4 - Sala Accademia
Roma
ore 18,00

Genitori oggi con scienza e conoscenza

L'infertilità in Italia come in Europa è in aumento.
Il 10% della popolazione in età fertile ha un problema di salute riproduttiva, circa 30.000 coppie ricorrono almeno 2-4 volte l'anno alla fecondazione medicalmente assistita.
La legge 40/2004 stabilisce un impegno rispetto alle campagne
informative e di prevenzione per la salute riproduttiva, noi aggiungiamo l'esperienza decennale dell'ascolto.
"Genitori oggi con scienza e conoscenza" è un progetto che vuole offrire
uno spazio di informazione e di comunicazione tra esperti e pazienti, più libero, ma anche far incontrare una comunità con cui interagire e confrontarsi.
Partendo dalla domanda, quando sono infertile, percorreremo insieme
alcune tappe, segnate dai dubbi e dalle richieste più frequenti, di chi
desidera realizzare il proprio progetto di genitorialità.

martedì 26 febbraio

La salute riproduttiva a rischio. Quando sono infertile?
Presentazione:
Monica Soldano, presidente Madre Provetta Onlus
intervengono
Maria Moro, ginecologa - psicoterapeuta
Università Sapienza, Roma
Francesco Lombardo
andrologo
Scuola Endocrinologia Università Sapienza, Roma 

martedì 18 marzo

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita

intervengono
Filippo Ubaldi, ginecologo
direttore clinico G.en.e.r.a, Roma
Adina Massacesi, biologa - embriologa
Centro Bios, Roma

La legge 40 e le sue regole
Monica Soldano, presidente Madre Provetta Onlus

martedì 1 aprile

Un figlio a quarantanni

Claudio Giorlandino, ginecologo, presidente Società Italiana Diagnosi Prenatale, direttore centri Artemisia
Marina Baldi, biologa-genetista, direttore Consultorio di Genetica, Roma
Gabriella Mandina, psicologa - psicoterapeuta, Roma
Loredana Angelici, psicologa, Consulta dei consultori familiari, Comune di Roma 

martedì 22 aprile

Quando dire basta. Tra rischi e pregiudizi

Elisabetta Chelo, ginecologa, centro Demetra, Firenze
Adina Massacesi, biologa - embriologa
Centro Bios, Roma 
Fabio Carbonari, psicologo - psicoterapeuta, AIPC (Associazione italiana psicoterapia corporea) 

Per informazioni: www.madreprovetta.org

info@madreprovetta.org

345/2127034 

martedì, 05 febbraio 2008

Festa del papà – Settimana Nazionale di Prevenzione del Tumore della Prostata 12-19 marzo 2008

 

Dal 12 al 19 marzo 2008 la World Foundation of Urology promuove per il secondo anno la Settimana Nazionale di Prevenzione del Tumore della Prostata – Festa del papà allo scopo di sensibilizzare le istituzioni e il grande pubblico nei confronti del tumore della prostata, educare a una corretta alimentazione integrata per ridurre l’incidenza di questo male e informare sulla necessità di eseguire annualmente la visita urologica e il dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico).

Il Comitato d’Onore è composto da Umberto Veronesi (Presidente), Santo Versace, Andrea Bocelli, Massimo Barra e Luca Giurato.

Durante la settimana, oltre alla distribuzione di materiale informativo, è prevista anche una raccolta fondi tramite numerosi eventi e la vendita di cravatte appositamente realizzate da un’idea di Maurizio Marinella. I proventi saranno destinati all’acquisto di apparecchiature per la
chirurgia laparoscopica (minimamente invasiva) del tumore della prostata che saranno donate alle Divisioni di Urologia di 3 ospedali italiani: San Raffaele di Milano (nord), Fatebenefratelli di Roma (centro) e Acquaviva delle Fonti di Bari (sud). Il numero verde per le donazioni è 800 99 33 83.

In Italia il tumore della prostata ha un’incidenza del 12% e ogni anno si registrano 42.804 tumori con 9.070 decessi. 17.000 nuovi casi vengono scoperti ogni anno e di questi il 20% è già allo stadio di metastasi - spiega il professor Mauro Dimitri, Presidente della World Foundation of Urology. – Ad essere maggiormente colpiti sono gli over 50, una fascia d’età che in Italia comprende circa 9.300.000 uomini, tutti potenzialmente a rischio. Il dato diventa ancora più allarmante se si considera che solo il 22% dei maschi italiani tra i 50 e i 70 anni conosce il significato del test del PSA, strumento principale di diagnosi del tumore della prostata, contro il 48% degli uomini negli Stati Uniti.

Questi numeri fotografano la drammaticità del fenomeno che può essere arginato solo con un’adeguata attività di prevenzione e di
diagnosi precoce. Obiettivo della manifestazione quindi è diffondere maggiore consapevolezza nel pubblico per arginare le paure che sempre più spesso si creano intorno all’argomento a causa di cattiva o assente informazione.

L’alimentazione da sola può cambiare l’incidenza e la mortalità del tumore alla prostata. Infatti le linee guida per una sana alimentazione sono:

  •  Dieta a base vegetale
  •  Abbondanza di frutta e verdura
  •  Alto contenuto di fibre – cereali integrali e legumi
  •  Dieta povera di grassi, dando la massima importanza ai grassi “buoni”
  •  Limitare cereali, farine e zuccheri raffinati
  •  Bere molti liquidi
  •  Attività fisica, che contribuisce al raggiungimento e al mantenimento di un peso ideale.


Sarà questo il messaggio che verrà lanciato durante la conferenza stampa il 7 marzo a Roma per presentare gli eventi in programma:

  • 12 marzo: Concerto e danza, Teatro Ruskaja (Maestro Chiappinelli e l’Accademia Nazionale di Danza di Roma)
  • 15-16 marzo: Vendita della cravatta appositamente realizzata da un’idea di Maurizio Marinella per la Festa del papà su una piazza di ognuna delle 105 province italiane ad opera di postazioni della Croce Rossa Italiana e dell’Ass. Naz. Bersaglieri
  • 17 marzo: Concerto “Four For Tango”, Auditorium di Roma  con il Centro di divulgazione del Tango Argentino “Roma Gotan Club”
  • 19 marzo: Festa del papà. Vendita della cravatta da un’idea di Maurizio Marinella. Eventi in Piazza del Popolo a Roma. Chiusura della manifestazione e saluti del Prof. Mauro Dimitri, Presidente della World Foundation of Urology.

L’evento è patrocinato dal Parlamento Europeo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Salute e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

sabato, 26 gennaio 2008

IL SISTEMA RM EXABLATE 2000 -  DIAGNOSTICA E TERAPIA
INAUGURAZIONE DELLA NUOVA RISONANZA MAGNETICA
DELL’OSPEDALE DI SAN MARINO

Si tratta della prima macchina di questo tipo che arriva in Italia. In Europa ce ne sono soltanto due. Una a Londra e l'altra a Berlino. E' nata dalla collaborazione dell'ingegneria americana con quella israeliana.


COMUNICATO STAMPA
20 aprile 2007


Si inaugura Venerdì 20 Aprile la nuova apparecchiatura di Risonanza Magnetica EXABLATE 2000 che, affiancando la Tomografia Computerizzata multislice nella nuova collocazione a pianterreno del nostro Ospedale di San Marino, completa la dotazione di “macchine pesanti “ del Servizio di Radiologia, offrendo una tecnologia che è espressione dello stato dell’arte di tali modalità diagnostiche, il tutto in un contesto logistico e strutturale perfettamente rispondente alle attese dei pazienti e degli operatori del settore.
L’ExAblate 2000 è in realtà un sistema, sviluppato dalla InSightec - società nata dalla collaborazione della EMI e della GE Healthcare - dopo un decennio di messa a punto scientifica e tecnologica, con approvazione nel 2004 della FDA statunitense; è costituito da una parte diagnostica – tomografo a risonanza magnetica di tipo superconduttivo, ad alto campo magnetico, che consente l‘esplorazione di tutti i distretti anatomici del corpo umano -, e da una parte terapeutica - che combina la possibilità di distruzione tissutale di un fascio di ultrasuoni focalizzati con le capacità di imaging fornite dalla risonanza magnetica, così da ottenere un metodo non invasivo di ablazione (cioè distruzione ) del tessuto patologico. Nella fattispecie, tale metodologia ablativa è stata validata clinicamente per il trattamento dei fibromi uterini, in alternativa ai metodi tradizionali.
Durante questa procedura, che avviene in regime ambulatoriale e ha una durata di 3-4 ore, la paziente è sdraiata all’interno dello scanner RM; questo fornisce immagini tridimensionali del fibroma e del tessuto circostante, consentendo una guida precisa delle onde ultrasonore sul tessuto da trattare. Le onde degli ultrasuoni, altamente focalizzate (= altamente energetiche ) vengono dirette attraverso il corpo per raggiungere il punto focale,- nel caso il fibroma uterino - in cui aumentano la temperatura del tessuto ( intorno ai 70°-85 ° ), determinandone la sua distruzione, attraverso la coagulazione di tutte le proteine. 

La capacità di imaging termico dello scanner a RM fornisce, in tempo reale, informazioni sulla temperatura raggiunta nel tessuto bersaglio durante la terapia, permettendone il controllo continuo. L’insieme della modalità è pertanto nota in ambito di letteratura radiologica come RMgFUS, ovvero Ultrasuoni Focalizzati sotto guida di Risonanza Magnetica ExAblate è il primo sistema di ablazione termica a ultrasuoni focalizzati ad essere approvato dalla FDA e che ha ricevuto il marchio CE, rappresentando anche il primo sistema per la chirurgia a ultrasuoni focalizzati sotto la guida della RM, fornendo una possibilità terapeutica alternativa per le donne con fibromi uterini, il tumore benigno più frequente nelle donne in età fertile. Finora le altre modalità di trattamento dei fibromi uterini hanno compreso procedure invasive o minimamente invasive quali l’isterectomia , la miomectomia o l’embolizzazione dell’arteria uterina. La terapia ormonale, l’unica a carattere non invasivo, offre solo un sollievo temporaneo dei sintomi e spesso i fibromi si riformano alla fine della terapia.
L’approvazione per l’utilizzo clinico dei RMgFUS ha fatto seguito a una sperimentazione multinazionale condotta su 109 donne con fibromi uterini sintomatici ( forti emorragie , o emorragie intermestruali, sensazione di peso al basso addome, minzione frequente da compressione della vescica, dolore in regione lombare, dispareunia -) in sette diversi centri medici nel mondo.
Dopo sei mesi , oltre il 70% delle pazienti ha mostrato un significativo miglioramento dei sintomi correlati ai fibromi.


Lo studio ha confrontato i risultati del trattamento con ExAblate con quelli dell’isterectomia addominale totale: le prime avevano perso in media 1,4 giorni lavorativi , rispetto a una media di 18 giorni per il gruppo delle isterectomizzate. La ripresa delle normali attività è avvenuta in meno di tre giorni, rispetto alla media dei 17 giorni necessari nell’altro gruppo. Gli eventi avversi, rari, comprendevano ustioni della cute di minor entità e, in alcuni casi, lesioni reversibili di nervi. Un vantaggio di tale procedura è che, in caso di insuccesso, si può ricorrere comunque alle tecniche invasive senza pregiudizio. A tutt’oggi, sono inoltre in corso studi in fase 2 sull’impiego degli ultrasuoni focalizzati sotto guida RM per il trattamento di patologie maligne a livello di fegato, mammella, osso e parti molli, che, quando validati clinicamente, apriranno prospettive estremamente interessanti nella terapia di tali neoplasie. Infine, ma non meno importante, va ricordato che nel sistema RMgFUS sono facilmente disaccoppiabili le due componenti, il lettino portapaziente che contiene il sistema a ultrasuoni e il magnete di RM, che viene pertanto utilizzato come potente sistema diagnostico nella routine radiologica, trattandosi di un magnete ad alto campo – 1,5 Tesla -, capace di coprire tutti i campi applicativi della risonanza magnetica .

INFO: Ufficio Relazioni Pubbliche ISS


lunedì, 17 dicembre 2007

Risposta ad una mia su forum di medicina:

L'embolizzazione dei fibromi è una procedura chirurgica minimamente invasiva utilizzata per trattare i fibromi uterini. Questo intervento chirurgico utilizza una tecnica definita embolizzazione che blocca il flusso sanguigno attraverso i vasi intorno ai fibromi, privandoli dell'ossigeno necessario per crescere. La privazione dell'ossigeno determina la contrazione dei fibromi.


Criteri di inclusione: presenza di utero fibromatoso con uno o più fibromi sintomatici, individuati sul piano clinico ed strumentale ( ecografia – Risonanza Magnetica) che non siano peduncolati; persistente sintomatologia di tipo emorragico, compressivo o gravativo , nonostante un trattamento medico ben condotto; assenza di un trattamento ormonale da almeno 3 mesi (causa di molti insuccessi riportati in letteratura); presenza di un rischio anestesiologico e operatorio elevato, controindicante la chirurgia.

Criteri di esclusione: presenza di fibromi uterini non sintomatici; menometrorragie legate a patologie maligne; donne in trattamento ormonale con progestinici e/o analoghi del GnRh; donne incapaci di aderire ad uno stretto periodo di sorveglianza post embolizzazione (controlli periodici ogni 6 mesi per la durata complessiva di due anni) controindicazioni all’arteriografia (protesi arteriose, rischio ischemico); allergia documentata ai mezzi di contrasto; diatesi allergica; rifiuto della paziente.

I rischi dell'embolizzazione del fibroma uterino (UFE) sono:

Un 1% di possibilità di lesioni all'utero, che conducono potenzialmente all'isterectomia
Danni ai vasi sanguigni
Infezione
Inizio precoce della menopausa (Accade all'1-5% delle donne). Sembra verificarsi più comunemente nelle donne con oltre 45 anni, se si sono sottoposte alla procedura.)
Allergia al mezzo di contrasto radiologico (iodio)
Espulsione di tessuto fibroide (2-3% delle donne possono espellere piccole parti di tessuto fibroide dopo l'embolizzazione del fibroma uterino.)
Fertilità: non è stata ancora data una risposta esaustiva alla domanda se l'embolizzazione del fibroma uterino riduca o meno la fertilità

 


 

Cordiali Saluti Dr. Domenico Antonaci
www.gineconline.it

 

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giovedì, 13 dicembre 2007

W INTERNET e la ricerca medica! - Informiamoci e diffondiamo!

Guardate cosa ho scovato:

L’EMBOLIZZAZIONE DEI FIBROMI UTERINI

L’embolizzazione arteriosa, la più brillante soluzione terapeutica della fine del secolo scorso nel rispetto della “self image” della donna, rappresenta l’alternativa alla chirurgia dei fibromi uterini sintomatici.
Sviluppata in Francia dal prof. Jaques-Henry Ravinà, ginecologo, dal prof. Jean jacques Merland e dal dottor Jacques Clerissi, radiologi interventisti, l’embolizzazione è praticata a Parigi dal 1993, negli Stati Uniti d’America dal 1995, in Inghilterra, Israele, Canada dal 1997 e in Italia, prima di tutto a Genova e Brescia dal dottor Jacques Clerissi dal Maggio 1997 ( attualmente a Sesto San Giovanni- Milano, Clinica Multimedica).
Ad oggi, gli interventi di embolizzazione del fibroma uterino realizzati in tutto il mondo contano gia un numero superiore a 150.000. Inizialmente riservata esclusivamente a donne tra i 38 e i 48 anni non più desiderose di avere una gravidanza, fu successivamente estesa anche a donne giovani desiderose invece di conservare la propria fertilità. Nella letteratura medica corrente, non sono pochi i casi riportati di donne con una gravidanza portata a termine dopo trattamento di embolizzazione di fibroma uterino.


Il fibroma uterino
Il fibroma uterino e il tumore pelvico con maggiore incidenza; colpisce circa il 35% delle donne in età fertile, anche se soltanto nel 50% dei casi diventano sintomatici.
Tale patologia è ormonodipendente; la formazione del fibroma è legata agli elevati tassi d'estrogeni circolanti.
Infatti, dopo la menopausa, con la caduta degli estrogeni i fibromi tendono spontaneamente a regredire.
Il corpo dell’utero è irrorato dalle arterie uterine che si dipartono in rami brevi; in presenza di fibromi, l’arteria uterina aumenta di calibro e la vascolarizzazione del fibroma è maggiore rispetto a quella del miometrio (parete dell’utero) circostante. La vascolarizzazione dei fibromi si compone di una rete periferica e di una rete centripeta. La prima, la più importante, circonda il tumore ed è formata da vasi capillari e fibromatosi anastomizzati con le arterie uterine. Questa rete vascolare peritumorale è responsabile dei
sanguinamenti durante la miomectomia. La seconda, più esile, è composta da diramazioni multiple, che si riducono distalmente fino a qualche arteriola di tipo terminale.

I sintomi dei fibromi uterini sono variabili: menorragie (mestruazioni abbondanti) menometrorragie (perdite emorragiche lontano dal ciclo), compressione dei visceri pelvici limitrofi, infertilità da causa meccanica. Le menometrorragie sono il sintomo più importante dei fibromi sottomucosi e intramurali, e sono più abbondanti nel periodo perimenopausale in virtù dell’iperestrogenismo relativo..
Ad oggi, non esiste un trattamento eziologico o preventivo per questa patologia. L’intervento terapeutico è richiesto esclusivamente per quei fibromi che provochino una sintomatologia importante.

Ci sono attualmente tre diverse terapie per il trattamento del fibroma uterino:
Terapia Medica, Intervento Chirurgico (Isterectomia, Miomectomia) ed Embolizzazione.

l'articolo completo è disponibile qui:
http://www.farmasalute.it/percorsi/oncologia/fibromauterino.asp

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Carramba!

...Che sorpresa! Due fibromi tondi tondi in fondo al tunnel e non saperlo! Ci stavamo apprestando a regalarci il più bel sogno col Maritozzo dolcissimo, avere un puffolotto in cantiere per Natale, ed invece...abbiamo scoperto che già qualcosa si sollanza nel mio rubicondo pancione, e senza chiedere asilo! Indomita fantasia di una natura che ama i paradossi! Stiamo affrontando la cosa ed a breve urge l'intervento di un bravo "aggiustatoredicorpi" che sappia far valere le sue doti di specialista, per risolvere l'annoso problema. Ci siamo quindi rivolti ad una struttura pubblica a Roma, Ospedale S. Carlo, menzionata come tra le migliori per la cura di simili patologie. Qualcuno tra voi lettori  ha da riferirmi esperienze similari ed esiti rinvenuti in tale struttura?

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giovedì, 11 ottobre 2007

Agenda di Ottobre

* 11 ottobre - Giornata mondiale della vista
www.lionsclubs.org/IT/content/vision_services_wsday.shtml
http://www.cbmitalia.org/home.asp

* 13-14 ottobre - Urbino - Festival dei blog
www.conversazionidalbasso.wordpress.com/festival-dei-blog

* 13-14 ottobre - Casez (Val di Non) - Gara di torte di mele
http://www.valledinon.tn.it/

* Dal 13/10 al 21/10 - Eurochocolate Perugia
http://www.eurochocolate.com/it/perugia2007/index.html

* Dal 24/09 al 31/10 - Campagna per la "prevenzione" del tumore al seno http://www.nastrorosa.it/

* Dal 4/10 al 5/11 - Concorso Mutti "Insieme con Gusto"
http://www.mutti-parma.com/ricette_invia.aspx?serial=C8AB2FDF-0ABA-44D2-9824-2EE9D5D1CADE

* Entro il 14 novembre - Concorso Paneangeli "Citta degli Angeli
www.paneangeli.it/concorso.asp

giovedì, 27 settembre 2007

Scoperto il gene architetto che organizza il "piano regolatore" della parte del cervello che controlla le funzioni più complesse, come l'apprendimento e l'attenzione. Si chiama Coup-Tf1 è si èguadagnato la copertina della rivista Nature Neuroscience, ed è stato individuato grazie alla collaborazione fra i ricercatori dell'Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli e dell'istituto californiano Salk.

La corteccia cerebrale ha uno spessore di pochi millimetri, ma è in essa che si concentrano le funzioni cognitive superiori che ci permettono imparare, ricordare, pensare e provare emozioni. E' lo strato più esterno del cervello e, come un mantello di neuroni dalle mille pieghe lo avvolge e lo organizza in aree distinta, ognuna delle quali corrisponde a funzioni diverse. A stabilire confini e dimensioni delle aree è il gene appena scoperto dal gruppo coordinato da Michele Studer.

Il gene era noto da tempo, ma il suo ruolo di architetto era soltanto un'ipotesi. La conferma è arrivata adesso, disattivando il gene in alcuni modelli animali. I ricercatori hanno osservato così che in assenza del gene l'area che coordina i movimenti si è ingigantita a scapito di quella che elabora gli stimoli esterni, che si trova nella parte posteriore del cervello, senza che la dimensione totale della corteccia subisse modifiche.

"Le aree cerebrali sono organizzate secondo un piano regolatore preciso ed equilibrato, dove gli spazi sono divisi seguendo criteri di funzionalità", osserva Studer. In questo processo, prosegue la ricercatrice, il gene Coup-Tf1 "funge da architetto, o meglio da urbanista, stabilendo gli spazi delle oltre 50 aree della corteccia". Il gene appena scoperto agisce in modo indipendente da un altro gene architetto del cervello, chiamato Emx2 e scoperto nel 2000 da un altro gruppo di ricerca finanziato da Telethon. Il suo compito, concludono i ricercatori, potrebbe avere un'importanza fondamentale perché, decidendo lo spazio da assegnare ad ogni area, il gene Coup-Tf1 potrebbe contribuire a determinare le differenze individuali di abilità e comportamento che si sviluppano nel tempo, fornendo una base neurologica alla teoria psicologica delle 'intelligenze multiple', secondo cui l'intelligenza è in realtà un mix di abilità mentali, più o meno sviluppate da un individuo all'altro.
postato da Florianopolis alle ore 17:29 | link | commenti
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